La Casina delle Civette
Sulla via Nomentana si trova il complesso di Villa Torlonia. Consiste in un parco,di diversi edifici monumentali e di un edificio particolarmente pittoresco: la Casina delle Civette.
La casina risale al 1840 ed è opera dell’architetto Jappelli. La caratteristica principale della Casina è quella di riferirsi a diversi stili architettonici e a decorazioni di diveris tipi: si va dal ferro battuto al legno intagliato per passare dalle spettacolari vetrate policrome. Non mancano neanche stucchi , maioliche e interessanti marmi. Il nome di Casina della Civetta deriva dal fatto che numerose delle belle decorazioni rappresentano proprio l’uccello notturno.
Fino alla fine degli anni ’70 la Casina versava in condizioni davvero pietose ed era ridotta a poco più di un rudere, ma il Comune di Roma l’ha restaurata e ora, oltre a essere tornata allo splendore originario è sede di un museo.
Il Convento di Trinita’ dei Monti
La chiesa di Trinità dei Monti e gli affreschi di Daniele da Volterra che vi sono conservati non sono certo sconosciuti né ai turisti né ai romani, ma proprio lì accanto c’è un luogo che non tutti conoscono, ovvero il convento di Trinità dei Monti, il cui ingresso si trova in cima a una scala di lato alla chiesa.
Il convento venne costruito tra il 1530 e il 1570 e visse il suo periodo d’oro nel 1700, epoca in cui era uno dei più importanti centri culturali di tutta Roma. All’interno del convento ci si occupava di teologia naturalmente ma anche di matematica, botanica, fisica e altri saperi. Il convento era famoso sia per la sua biblioteca fornitissima che per gli studi scientifici che vi venivano fatti.
Il convento ha diversi punti interessanti, come il bel chiostro contenente un il ciclo decorativo che rappresenta episodi della vita di San Francesco di Paola (fondatore dell’ordine per il quale era stato costruito il convento) e la cappella risalente al 1800.
Ma i veri gioielli sono due anamorfosi, ovvero due affreschi dove è usata la tecnica prospettica, in voga nel Rinascimento, dell’anamorfismo. L’anamorfismo è un’illusione ottica secondo cui solo da un certa angolazione si possono riconoscere i soggetti che il pittore ha voluto raffigurare oppure si può apprezzare la tridemensionalità di un’opera.
Quest’ultimo caso è quello che riguarda il “soffitto astrologico” del convento e il refettorio affrescato da padre Da Pozzo a trompe-l’oeil . Sono presenti anche una galleria con meridiana a rifrazione e la cosiddetta “stanza delle Rovine”, cioè una cella monastica completamente affrescata.
Il convento è di nuovo visitabile, previa prenotazione.
Il Palazzo della Sapienza
Il Palazzo della Sapienza è uno storico edificio che si trova nel quartiere di Sant’Eustachio. Il Palazzo, ispirato alla Sapienza di Pisa, è stato voluto da Papa Gregorio VIII che incaricò della sua realizzazione l’architetto Giacomo della Porta. Il Palazzo ha ospitato fino agli anni ’30 del ‘900 diverse facoltà universitarie, prima che queste fossero trasferite nella nuova sede costruita durante il fascismo.
Adesso il Palazzo della Sapienza ospita la sede dell’Archivio di Stato pre-unitario e conserva al suo interno quasi 30'000 pergamene e circa mezzo milione tra libri, registri e altri volumi, che vanno dal 900 al 1800.
Non tutti sanno che il Palazzo della Sapienza è aperto al pubblico ogni ultimo sabato del mese, quando è possibile usufruire di una visita guidata durante la quale viene data un’introduzione generale sul palazzo, la sua architettura e le diverse funzioni che ha svolto durante i secoli. Inoltre sono presentati diversi documenti presenti nell’impressionante Biblioteca Alessandrina, che di norma è inaccessibile.
La biblioteca prende il nome da un papa (ma va’..) cioè Alessandro VII. Si tratta di una imponente sala a pianta rettangolare costituita da tre navate con volte a vela. Le pareti esterne sono caratterizzate da due diversi ordini di finestre (rettangolari quelle in basso e ovali quelle in alto), mentre la parete interna ha delle bellissime finestre dipinte a trompe-l'œil
Sulla volta centrale si trova il Trionfo della Religione, affresco allegorico dipinto da Clemente Maioli. Notevoli sono anche gli scaffali in legno progettati dal Borromini che ricoprono ogni parete della biblioteca. Le scaffalature sono disposte su due ordini, uno superiore e un inferiore collegati da una caratteristica scala a chiocciola.