L’acquedotto della Selvotta
Se si parla di luoghi di Roma nascosti alla maggior parte delle persone... non si può che partire da sotto terra!
Tutti (spero!) sanno dov'è il Colosseo e dove sta il Circo Massimo, ma non tutti sanno che sotto le strade dove le signore bene fanno shopping inconsapevole, c'è tutto un mondo...
Iniziamo da dove la Roma sotterranea è stata riscoperta per la prima volta: dall'acquedotto della Selvotta. Dal Fosso degli Olmetti si accede a quest’opera etrusca, scavata direttamente nel tufo qualcosa come 2500 anni fa. L’acqua non esce a pressione bensì a pelo libero, in altre parole l’acquedotto ha una pendenza costante e l’acqua defluisce per gravità. Nonostante gli anni di onorata carriera, continua ad avere una portata di tutto rispetto, tanto che produce un torrente che non secca neanche in estate.
L’acquedotto viene studiato e esplorato tuttora e ancora non si sa quanto sia lungo di preciso, ma si pensa sia più o meno 4 km. Per gran parte della sua lunghezza l'acquedotto della Selvotta conserva la sua forma originaria, ovvero una sezione perfettamente rettangolare con volta a cappuccina (vedi foto), mentre nella parte finale, a circa 20 metri dal punto di sbocco, la sezione diventa ellittica probabilmente per via dell’erosione dell'acqua.
Allo sbocco dell’acquedotto si trova una cascata di 4 metri e cosa unica per un’opera etrusca, uno sbarramento di rettangoli di tufu che serviva a creare un lago artificiale.

