Il Convento di Trinita’ dei Monti
La chiesa di Trinità dei Monti e gli affreschi di Daniele da Volterra che vi sono conservati non sono certo sconosciuti né ai turisti né ai romani, ma proprio lì accanto c’è un luogo che non tutti conoscono, ovvero il convento di Trinità dei Monti, il cui ingresso si trova in cima a una scala di lato alla chiesa.
Il convento venne costruito tra il 1530 e il 1570 e visse il suo periodo d’oro nel 1700, epoca in cui era uno dei più importanti centri culturali di tutta Roma. All’interno del convento ci si occupava di teologia naturalmente ma anche di matematica, botanica, fisica e altri saperi. Il convento era famoso sia per la sua biblioteca fornitissima che per gli studi scientifici che vi venivano fatti.
Il convento ha diversi punti interessanti, come il bel chiostro contenente un il ciclo decorativo che rappresenta episodi della vita di San Francesco di Paola (fondatore dell’ordine per il quale era stato costruito il convento) e la cappella risalente al 1800.
Ma i veri gioielli sono due anamorfosi, ovvero due affreschi dove è usata la tecnica prospettica, in voga nel Rinascimento, dell’anamorfismo. L’anamorfismo è un’illusione ottica secondo cui solo da un certa angolazione si possono riconoscere i soggetti che il pittore ha voluto raffigurare oppure si può apprezzare la tridemensionalità di un’opera.
Quest’ultimo caso è quello che riguarda il “soffitto astrologico” del convento e il refettorio affrescato da padre Da Pozzo a trompe-l’oeil . Sono presenti anche una galleria con meridiana a rifrazione e la cosiddetta “stanza delle Rovine”, cioè una cella monastica completamente affrescata.
Il convento è di nuovo visitabile, previa prenotazione.